Prospettive future

Prospettive future

Negli ultimi anni profondi cambiamenti tecnologici hanno modificato enormemente il mondo e la cultura tanto che si torna con la memoria solamente al primo decennio di questo secolo si stenta a riconoscerne i paradigmi socio/economici se paragonati a quelli odierni.

Come sempre il cambiamento presenta un aspetto duale, da una parte le difficoltà di adattamento a nuovi schemi e modi di vivere, dall’altra un oceano di nuove opportunità destinate a chi le sa cogliere con coraggio e fiducia nei propri mezzi.

All’interno di questa evoluzione epocale si pone la rivoluzione della “Smart Factory 4.0” fatta di Iot (internet of things), Ai (artificial intelligence), robotica, etc. che è entrata a fare parte della realtà quotidiana non solo dei grandi colossi dell’industria ma anche delle PMI che desiderano rimanere sul mercato con un progetto di esistenza a medio-lungo termine.

Tutto ciò ha avuto e avrà sempre più un impatto significativo sulla progettazione e realizzazione dei prodotti, sull’organizzazione della produzione e sull’occupazione , con le aziende alla ricerca di nuove figure professionali e con la necessità di aggiornare le conoscenze tecniche e operative della forza lavoro in essere.

Tra i nuovi strumenti a disposizione dell’impresa ci sono certamente i MES (Manufacturing Execution System), softwares in grado di migliorare e raffinare tutti gli aspetti della produzione e di monitorarne i processi a 360 gradi raccogliendo dati utili a conoscere, ed eventualmente modificare, certi metodi o certe abitudini consolidati a livello produttivo che impediscono alle imprese di rimanere competitive in un mercato in costante cambiamento ed esposte ad una concorrenza globale.

Nel prossimo futuro l’evoluzione del MES ICON prevederà l’implementazione di routine di intelligenza artificiale in grado di alzare l’asticella delle sue possibilità alla capacità di prendere decisioni autonome funzionali per esempio a migliorare l’approvvigionamento dei materiali in funzione delle esigenze di produzione e di consegna finali oppure a decidere sempre in ragione dei medesimi criteri quali siano le linee di produzione più adatte ad essere impegnate. Naturalmente tutto ciò avrà comunque sempre la necessità di un avvallo umano, per ora non siamo ancora allo SkyNet di Terminator……..

Uno altro dei protagonisti di questo salto tecnologico è senza dubbio l’avvento dei robot collaborativi, conosciuti come cobot, nati appena 10 anni fa, che grazie all’elevato contenuto tecnologico e al costo tutto sommato abbordabile si sono diffusi anche nelle piccole e medie imprese.

Pur avendo il vantaggio di combinare il Know-how e il potere decisionale umano con la forza, la resistenza e la precisione di un robot e di poter lavorare fianco a fianco con un operatore umano le loro potenzialità risultano essere ancora sottostimate da chi si occupa di integrazione di sistemi ed automazioni.

La tendenza sta però cambiando,tanto che secondo un’analisi effettuata da Abi Research entro il 2030 il giro d’affari generato dal mercato dei cobot arriverà a 11,8 miliardi di dollari, contro i 711 milioni del 2019, con un incremento di oltre il 1600% in undici anni.

In aggiunta a questo le entrate legate al software e agli accessori Eoat (end-

of-arm tooling, utensili da presa e lavorazione per montaggio su braccio), che l’anno scorso valevano poco più di 1 miliardo di dollari, ne varrà 24 entro il 2030, con una crescita media annua del 28,6%.

Tutto ciò ci dovrebbe suggerire che dal punto di vista dell’impresa le opportunità sono a disposizione di tutti, basta avere la forza e l’ardimento di continuare a surfare l’onda.